E’ da tanto che non scrivo di me e del mio (finora tortuoso) percorso nel bdsm.Come spesso accade nella vita,e come ha avuto modo di commentare acutamente qualcuno ad un mio precedente post,i percorsi sono spesso tortuosi e magari fatti per riportarci al punto di partenza.Il percorso che ha seguito la mia vita negli ultimi mesi è stato piuttosto lontano dal bdsm e di questo se ne aveva il sentore già negli ultimi post.Per un periodo è sembrato tornare prepotentemente a galla,per poi sparire con la stessa subitaneità con la quale era ricomparso.Messe comunque da parte le reazioni emotive forti,a volte disordinate e scomposte,decisamente fuori dalle righe,che avevano caratterizzato la presa di coscienza di essere una slave nel senso più completo del termine,ho affrontato una storia ad un livello più maturo e consapevole,almeno per la parte riguardante il bdsm.Scoprirsi slave,come scrissi a suo tempo nell’omonimo post,è stato decisamente traumatico e la reazione al limite del patologico,come ben sa la persona che mi ha fatto fare questa (per me a suo tempo sgradevole) scoperta.Ma tutto ciò è acqua passata,pensieri ed emozioni ampiamente sviscerati nelle righe dei post,che pure mi hanno aiutato non poco a superare un certo travaglio ,a ritrovare me stessa e soprattutto la pace con me stessa.E di questo devo ringraziare anche quanti abitualmente commentano i miei post,commenti per lo più benevoli,che non avrei mai immaginato di raccogliere nel momento in cui ho iniziato a scrivere in un contesto inusuale per una persona dal carattere chiuso a riccio come il mio.
Ma torniamo al mio percorso che mi ha portato un fugace riavvicinamento al bdsm.Qualche mese fà ho conosciuto un uomo.Non lo definirò come un master,ho già espresso a suo tempo le perplessità di chi affibbia classificazioni ed etichette.Ho conosciuto un uomo ed abbiamo avuto una storia.Dopo pochissimo tempo però è stato costretto a passare molto tempo fuori,inviato dalla ditta per la quale lavora ed ,al di fuori dei fine settimana,in cui rientrava,i nostri contatti si svolgevano,come spesso accade oggi,attraverso le numerose telefonate,gli sms e la chat.Curiosamente è stato così,piuttosto che dal vivo,che abbiamo scoperto la nostra “passione” (lo metto tra virgolette,sapendo che il termine farà storcere il naso a qualcuno) per il bdsm.
E’ stata una situazione decisamente strana ed atipica:noi, “regolarmente” fidanzati,scoprivamo il bdsm chattando.E la cosa ,diciamo così sorprendente,è che c’erano diversi punti di contatto fra il mio modo di intendere il bdsm ed il suo.Ho in altre occasioni detto di non amare le situazioni “teatrali”,”sceniche”,quasi “ludiche”,che ho sempre detto di trovare un pò grottesche.Cioè,vanno benissimo ,ma personalmente non mi ci sentirei a mio agio,preferendo piuttosto la spontaneità e l’intimità.E mi trovavo dall’altra parte una persona che viveva il bdsm come me.Almeno in parte…..Già!perchè in fondo mancava qualcosa.
C’era,nel nostro bdsm (che,torno a ripetere,più spesso virtuale che effettivo per i motivi già esplicati),una grande intimità,una grande complicità,una notevole sintesi degli opposti:la dolcezza mentre procurava dolore,la affettuosità e la severità.Ciò che mancava,era il fatto che io non mi sentivo in nessun modo dominata da lui,nè intellettualmente (ma le persone che possano fare ciò non sono molte),nè psicologicamente,nè caratterialmente.Insomma,nessun “effetto master”,era come se lui non fosse riuscito a tirare fuori la slave che c’è in me.La cosa si è accentuata (e probabilmente complicata) una volta che lui è rientrato nella sua sede abituale e ci siamo ritrovati assieme anche fisicamente.Rendendoci conto che il nostro rapporto bdsm era in qualche modo incompleto,dimezzato,abbiamo finito,di comune accordo ,per lasciarlo da parte,prima che il tutto si trasformasse in banalità,in una mera pratica sessuale che io a suo tempo definii come “farsi una scopata con uno di cui non ti importa nulla:a lungo andare diventa avvilente”.Lasciato da parte il bdsm,la nostra storia,fra alti e bassi,è durata ancora per qualche tempo,finchè alcuni problemi,come gli spettri di suoi precedenti rapporti tormentati ed i viaggi di lavoro,ci hanno convinta a terminarla,pur avendo tuttora sporadici e puramente amichevoli contatti.
ciao
mi fa molto piacere rileggerti.
un altro sentiero è stato esplorato e sempre più in modo consapevole e sicuro avanzi.
altri sei pronta a percorrerne sempre più forte e sicura.
chissa questa volta dove ti porteranno.
ciao
buon viaggio
Truciolo
Ciao Alessandra,
sono convinta che nonostante tutto, anche se avete deciso di lasciarvi pur continuando i rapporti anche se saltuari, il vostro legame col BDSM tornerà un giorno ad unirvi più di quando avete scoperto di amarlo entrambi.
Ve lo auguro tanto.
Hai colpito nel segno quando dici che non c’è vero bdsm se non c’è la dominazione/sottomissione sia mentale che fisica
A mio avviso un rapporto master /sub deve iniziare da subito e non come prosecuzione/trasformazione di un normale rapporto affettivo o da amanti. Comunque se senti che la tua vera e profonda natura è quella di slave se vuoi sentirti veramente realizzata e appagata,devi cercare il master(maestro) giusto per te,pur non essendo facile come ricerca,in caso contrario nel tuo intimo sarai sempre insoddisfatta, ciao e buona fortuna Mario
La tua Alessandra e’ una bellissima storia, secondo me, anche se il finale e’ un po’ triste, peccato che vi siate lasciati, ma forse e’ meglio cosi’ ! Comunque dovrai sempre ringraziare il tuo ex perche’ ti ha fatto capire la tua anima slave, io cerco una donna come te, se mi vorrai contattare saro’ felice ! Ciao, Giuliano